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“oltre 31 milioni di euro, qualcosa come 60 miliardi di vecchie lire”

Il segreto per imparare una lingua straniera consiste nel pensare in quella lingua. Accantonare il bagaglio di conoscenze e pensieri e abbracciare il ritmo, significato, filosofia diversi del nuovo idioma.

L’Euro è stato introdotto sette anni fa, le “vecchie” lire se ne sono andate quasi contemporaneamente.

Eppure c’è ancora qualcuno che, in un comunicato dell’ansa, si riferisce a 31 milioni di euro come “qualcosa come 60 miliardi delle vecchie lire”.

Chissà se conosce lingue straniere, e se ha fatto fatica ad impararle.

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La Logica Dei Pubblicitari

“oltre 1000km con un pieno di benzina”

Roba di qualche anno fa, riguardava la Opel Corsa.
Perché questo dovesse essere uno slogan attraente in un paese dove è difficile passare mezz’ora senza incontrare un distributore è per me un mistero.

Del resto, e fortunatamente, un Boeing 747 ha un’autonomia ben superiore a 1000km con un pieno, ma non per questo traggo la conclusione che consumi poco, o che sia un mezzo di trasporto conveniente.

Questo è un esempio eclatante di come la comunicazione pubblicitaria a volte si ingarbugli in premesse e, auspicate, conclusioni che non sempre rispettano i canoni della logica.

In questi giorni sta facendo grosso scalpore una campagna Microsoft, che sfida a trovare la propria soluzione informatica e promette di pagarla se ci si riesce. Il più famoso al momento è quello di Lauren che vuole un portatile con schermo di 17 pollici sotto ai 1000$ di prezzo . Cerca che ti cerca, lo trova, Microsoft le dà i soldi per comprarlo e lei è felice.

?

Credo lo sarebbe chiunque, un computer gratis è sempre un computer gratis. Di nuovo mi sfugge la logica sottostante, e in questo caso anche la conclusione cui si dovrebbe arrivare.

Sono anche passati i tempi in cui “bastava la parola”, adesso l’attenzione dei destinatari è così frazionata da mille stimoli che catturarla non è semplice, e forse è logico cercare strade alternative.

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Non so se sentirmi gabbato o offeso

Volendo acquistare un iPod shuffle di seconda generazione si scopre che, dei 45€ richiesti, 0,53€ vanno per un fantomatico “compenso per copia”*.

Cliccando nell’apposito punto di domanda si scopre che:
Il compenso per copia è un onere che viene applicato ai supporti registrabili e alle apparecchiature di registrazione per compensare i titolari dei diritti – autori, musicisti e produttori – dei danni subiti a causa della copia privata di opere protette dalla legge sul diritto d’autore (es. canzoni, film, programmi TV). Il compenso per copia viene riscossa dalle organizzazioni che rappresentano i titolari dei diritti.

Quindi mi stanno dicendo che devo pagare perché, o sono un criminale che gli crea dei danni, o sono un idiota in quanto pago per i danni che altri causano.

Sarò suscettibile, ma in entrambi i casi non una bella cosa da dire ad un cliente.

Poi dice che uno prende una cattiva strada.

Il che ci porta anche al filmatino “non ruberesti un’auto, non ruberesti una borsetta etc.” che devo sorbirmi ogni volta che voglio vedere un DVD che ho regolarmente acquistato. Immagino (non lo so perché finora ho acquistato/noleggiato DVD ufficiali) con sempre maggiore dettaglio e desiderio che sui DVD pirata il filmatino, durante il quale ogni accesso al menù è impedito, non ci sia.

Qua l’invito a delinquere lo mandano direttamente i gestori del diritto da tutelare, penalizzando i clienti onesti che pagano.

Se fossi titolare di quei diritti d’autore non sarei proprio contento delle organizzazioni che rappresentano i miei interessi.

Aggiornamento del 19/03/2009: (stimolato alla ricerca da una riflessione di Luca Sofri) ho visto un video in cui Davide Rossi, presidente di Univideo che rappresenta i produttori cinematografici in Italia, e ho capito.
Nel video in questione viene affermato che, sintetizzo, quando in un paese arriva la banda larga nel giro di poco tempo il negozio di videonoleggio sparisce, ma non perché tutti si connettano, sono solo quattro che lo fanno. Questi poi scaricano i film fanno i DVD, li vendono a tutto il paese e quindi nessuno va più nel videonoleggio.
Mah, non so dove viva questo signore, da me c’è la banda larga, e guarda caso non noleggio più film, forse perché perdo più tempo in internet, o forse perché su Amazon posso comprare l’intera sesta stagione di Scrubs a poco più di 15 euro, in pigiama, senza neanche uscire di casa, legalmente, e senza quel filmatino irritante che mi dice che non ruberei una borsetta**. Quello lo so già.

Secondo aggiornamento del 19/03/2009: poi, sempre Davide Rossi, potrebbe andare a guardare cosa hanno fatto alla Apple dove hanno creato un mercato che non c’era (o era in mano ai pirati cattivi) e sono diventati il più grosso venditore di musica, legalmente.
Indovina cosa succederà con film e telefilm?

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* lo so che il compenso per la copia esiste da un bel po’, forse ancora ai tempi delle musicassette. Ma probabilmente finora mi hanno sempre tassato quand’ero di buon umore.
** in realtà il filmatino c’è anche in certi DVD Inglesi. In fondo i produttori sono gli stessi. Una mia licenza poetica che non cambia il messaggio.

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Non che sia un’ossessione, ma se uno era un genio è probabile che le cose che lo riguardano siano interessanti

Non che David Foster Wallace sia una fissazione per me. Passano facilmente due giorni senza che ci pensi.

Ma questo articolo sul New Yorker aggiunge mattoncini interessanti alla figura privata, aiutando a comprendere quella pubblica.

Il titolo del post gioca sul fatto che l’ultimo romanzo di Wallace, che pare verrà pubblicato fra qualche mese, parla della vita di un gruppo di impiegati dell’agenzia delle entrate Americana, di come affrontino la noia mortale del loro compito, e di come non siano gli eventi ad essere interessanti ma il modo in cui li viviamo.

Nell’articolo mi ha colpito il passaggio in cui, nel 1994, scriveva a proposito delle note a margine per cui è diventato famoso, che, tra le altre cose, consentivano di mimare il flusso di informazioni e la categorizzazione dei dati che si aspettava sarebbe diventata una parte ancora più importante della vita negli Stati Uniti in capo a 15 anni*.

Non a caso oggi, 2009, una grossa sfida professionale e umana, è gestire in modo organico la mole di dati con cui veniamo in contatto ogni giorno. Un grazie a David per quel po’ di allenamento che ci ha consentito di fare già sul supporto cartaceo.

E concludo con quello che era l’auspicio di DFW, evidentemente non realizzato: “Credo di desiderare una adulta sanità mentale, che mi sembra l’unica completa forma di eroismo disponibile oggi.”

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* vedi al proposito anche nota di Seth Godin sull’argomento spazio, mentale più che fisico.

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sto diventando un estremista moderato

get a first life
Ne avevo già parlato in un messaggio precedente, del quale non ricordavo nulla (un grazie all’inventore dell’opzione ricerca).

Si parlava dunque di first life, e di quanto possa essere interessante di per sé.

Più la frequento e più divento moderato. Perché ogni volta mi rendo conto di quanto diversi possano essere reazioni e sentire in merito ad un argomento che io ritengo pacificamente acclarato.

Per me, per esempio, sarebbe pacifico che il principino Harry, sottotenente, non possa minacciare i vertici delle forze armate Inglesi al grido di “o mi fate andare in Iraq o lascio l’esercito”.

Chiunque, almeno questo pensavo, si renderebbe conto che rende un favore ai nemici che intende combattere indebolendo i suddetti vertici e, visti i rischi di rapimento, sottraendo preziose risorse militari che dovranno essere spese per difenderlo. Per non parlare di cosa succederebbe se, effettivamente, venisse rapito.

Questo pensavo, ma evidentemente c’è chi la pensa diversamente.

Pensavo anche che, se spendi mesi gridando a delle persone che stanno sovvertendo l’ordine naturale delle cose e che dovranno passare sul tuo corpo religioso e politico per farlo, può essere che qualcuno si irriti e pensi che, forse, sarà proprio costretto a fare quello che chiedi. Poi pensavo che non ci si sarebbe dovuti soprendere di questo ed invece, bam, ancora una volta smentito.

Leggo di code lunghe e frazionamento del mercato, apro blog specifici per argomento e, bam, la Gazzetta dello Sport, oggi, mi dice che Britney Spears è tornata ad esibirsi, con parrucca ed in playback, mi parla del dibattito tra i candidati politici francesi, dei Rumeni che ci sono in Italia e mi informa che Gisele Bundchen a fine anno smetterà di lavorare per Victoria’s Secret.

E capisco che al mondo c’è spazio per numerose opinioni.

Molte diverse dalle mie. Non è meraviglioso?

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Ventisei Lettere, Migliaia di Parole, Infinite Combinazioni, Un Dubbio

Non vi svegliate mai con il terror bianco di non riuscire a comporre un pensiero originale? Non dico in assoluto ma anche nel vostro piccolo relativo? Arrivare al punto che avete usato tutte le risorse espressive a vostra disposizione?

In fondo anche ammettendo di avere un vocabolario di diecimila parole, numero peraltro rispettabile, in una storia di cinquantamila, neanche tanto lunga, significa utilizzare mediamente ogni parola almeno cinque volte.

E tenendo conto che non è che si possa abusare di vocaboli quali abnorme, butterato e cleptomane (specialmente nella stessa frase) ecco che deve salire l’uso delle altre più comuni.

E pur avendo in teoria infinite frasi da comporre con le parole a disposizione, le storie possibili pare siano già state scritte tutte. E non erano neanche molte, credo che il totale non si allontani da una trentina.

Se a ciò aggiungiamo che si può controllare praticamente in tempo reale se qualsiasi cosa sia già stata scritta, a volte mi stupisco di riuscire a mettere i piedi fuori dal letto.

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Contaminazioni

Datemi del bacchettone, o del vecchia guardia, ma, io, un sopracciglio lo sollevo quando vedo un eskimo uscire da una porsche.

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