“Long Quiet Highway” di Natalie Goldberg

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Natalie Goldberg, citata più volte in queste pagine, è per me uno scrittore rifugio.

Anche nei periodi in cui non ho tanta voglia di leggere prendo su un suo libro e mi riappacifico con la pagina scritta.

Il tutto senza necessariamente condividerne le scelte di vita.

In questo caso siamo nel mondo dell’autobiografia, della sua formazione e del suo innamoramento per la scrittura, la meditazione e la commistione del tutto. Il suo approccio è per certi versi anomalo, e senz’altro particolare, con questa ossessione per la scrittura esplorativa di sé (si potrà dire implorativa?).

Ma anche con i benefici della pratica consapevolmente fine a sé stessa (un mondo di differenza dalla pratica fine a sé stessa di cui si parlava nel messaggio precedente. O no?).

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