Problemi, Problemi, Problemi

E chi non ne ha.

Joe Quirk, nel suo libro Sperm Are From Men, Eggs Are From Women, The Real Reason Men And Women Are Different affronta anche questo problema (lo è).

Il libro, in generale, cerca di spiegare i comportamenti umani dal punto di vista evoluzionista e biologico, con uno stile accattivante e divertente. Una lettura che consiglio, indipendentemente dai contenuti.

Nel capitolo dedicato ai problemi, Joe analizza il fatto che, per sopravvivere, l’uomo ha sempre dovuto guardarsi intorno e cercare di migliorare le cose che lo circondavano.
Questo implica che sia allenato a vedere quello che non funziona al meglio.
Questo implica anche che, essendo che c’è sempre qualcosa che non fuziona al meglio, il suddetto uomo si trova sempre di fronte a qualcosa che non va: Un Problema.

E’ il motivo per cui ho sempre guardato con sospetto le persone felici, perché, o sapevano qualcosa che io non sapevo, oppure non sapevano qualcosa che io sapevo.

In entrambi i casi ciò mi disturbava, e questo era un problema (già, un altro).

Col tempo ho imparato a gestire questa situazione con una sorta di compromesso, tendenzialmente ignorando i problemi piccoli, o che non posso risolvere, e strutturando un sistema per risolvere gli altri.

E per quanto riguarda le persone, che uno sia felice perché non si rende conto di dove si trova, oppure perché l’ha capito anche fin troppo bene, poco importa. Perché “io guardo al risultato”.

Ed è anche vero che io tendo ad accontentarmi, che è di grande aiuto per la prevenzione di malattie psicosomatiche, ma che di certo non mi pone tra i possibili candidati a qualche premio per innovazioni di cui l’umanità potrà beneficiare.

Ho anche ricordi di Se Questo è un Uomo di Primo Levi, letto secoli fa, ma di cui mi è rimasto impresso il passaggio (almeno spero che fosse un passaggio di quel libro) in cui racconta che, dopo aver trascorso un inverno soffrendo terribilmente per il freddo, all’arrivo della primavera, quando la morsa del gelo si stava attenuando aveva realizzato che cominciava a soffrire la fame, non considerata fino ad allora perché la mente era distratta da altre “priorità”.

Tutto questo mi è certamente di sollievo, in un momento in cui mi considero comunque tutto sommato felice.

Adesso, se solo riuscissi a trovare quell’album fotografico, sempre lui, l’ho messo in un luogo sicuro, ne sono certo (avrei in realtà modo per risolvere questo fastidio, ma poi mi renderei conto che lo scaffale in garage necessita di essere sistemato e quindi mi tengo l’album fotografico, che tutto sommato è un disturbo minore).

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Riflessione ispirata da questo post su 43folders, cui rimando per approfondimenti ed altri voli pindarici.

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