Archivi del mese: febbraio 2007

Non Fiction in Action

Alix Kates Shulman, alla richiesta su come gestisce lo scrivere di cose personali nei suoi libri, ha risposto che, mentre scrive, si dice che tanto non la leggerà nessuno, oppure che potrà sempre toglierlo in seguito.

In realtà ha atteso la morte dei suoi genitori per pubblicare un libro che ne parlava.

Non è facile scrivere di chi si conosce. Sul sé uno si barcamena, e magari si dipinge in coerenza con l’immagine che vede o che vuole trasmettere. E comunque decide in prima persona (scoprendo in seguito che i lettori scelgono per conto loro il significato di quello che leggono).

Ma gli altri?

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Orrore e Annichilimento

magnum

Se avviate un microonde con dentro un Magnum (il gelato) confezionato, immediatamente quest’ultimo verrà circondato da una ragnatela di fulmini in miniatura accompagnati da un sinistro BZZZZZZ.

Sotto ai vostri occhi increduli la confezione si mummificherà rattrappendosi attorno al gelato, che chissà quali orribili mutazioni non visibili subirà.

Una esperienza orripilante.

Non fatelo.

Mai.

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Aumentare gli accessi al blog

Ce lo spiega Sw4n, anche se non è fiero di quello che ha fatto. Per gli approfondimenti rimanderei al link di un suo clone, citato nel messaggio, che ne seguiva le mosse spiegando gli strumenti utilizzati con dovizia di particolari.

Letto questo mi fa tenerezza il mio tentativo di non drenare traffico inutilmente mettendo gli asterischi su Par*s H*lton.

Beata ingenuità.

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Messaggio dettato, non senza qualche perplessità, da varie riflessioni sulle doti apparentemente utili per l’avanzamento nella vita.

Se proprio avete energie da spendere cercate SEO (Search Engine Optimization). Per esempio Chris Pearson ne parla un po’, non ho idea se poi funzioni o meno

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Conviene Essere Buoni?

conviene essere buoni?

Un dubbio che non smette di attanagliarmi.

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Il Dilemma

Perché, se sei in un posto dove tutti camminano scalzi, e tu vendi scarpe, è un bene o un male?

E se fornisci alle persone la possibilità di organizzarsi, ma sono così disorganizzate che non hanno tempo di parlare con te, è un problema o un’opportunità?

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declinazioni

Che io invecchi, che tu invecchi,
che tutti invecchino, è pacifico.
Ma non lo sono io.
A questo punto sono sceso a patti
con molte questioni dell’esistenza.
Mi perseguita l’invecchiamento,
con il quale riesco solo a scendere.

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“Sailing Alone Around the Room” di Billy Collins

sailing

Se ne parlava proprio quì, pochi giorni fa, di Billy Collins, poeta contemporaneo, casuale scoperta grazie ad una approfondita ricerca.

Non a tutti piace, e quelli che ne parlano male contestano la scelta di temi semplici e il linguaggio comprensibile. La facilità. Orrore.

Riporto parte di un commento di lettore: “In short, with Mr. Collins what we have is a quirky humorist who happens to be reasonably competent with imagery and not entirely unfortunate when it comes to form. He’s a decent wordsmith and little more – and the fact that he’s praised for taking the mundane as his territory testifies to the essential safety of what he does.”

E mi verrebbe da chiedere cosa definisca la Poesia (e ovviamente questo si estende alla scrittura in genere) Grande da quella piccina. Per molti pare essere la difficoltà, o la profondità dei temi. Ma l’entità della discesa nell’animo la decide chi scrive o chi legge? O forse è un patto tra entrambi?

Non so, leggo questo suo racconto, per esempio, intitolato No Time:

In a rush this weekday morning,
I tap the horn as I speed past the cemetery
where my parents are buried
side by side under a smooth slab of granite.
Then, all day long, I think of him rising up
to give me that look of knowing disapproval
while my mother calmly tells him to lie back down.

E dico che sarà pure semplice, ma il messaggio lo consegna. Poi uno ci fa quello che vuole, come sempre.

Oppure questo, Introduction to Poetry, che parla più direttamente del problema:

I ask them to take a poem
and hold it up to the light
like a color slide

or press an ear against its hive.

I say drop a mouse into a poem
and watch him probe his way out,

or walk inside the poem’s room
and feel the walls for a light switch.

I want them to waterski
across the surface of a poem
waving at the author’s name on the shore.

But all they want to do
is tie the poem to a chair with rope
and torture a confession out of it.

They begin beating it with a hose
to find out what it really means.

Una cosa che senz’altro va riconosciuta a Billy Collins è che avvicina alla poesia persone che, scottate dalla scuola, se ne stanno ben alla larga. Poi magari, chissà, una volta avvicinati potrebbero passare ai poeti “veri”, chiunque essi siano.

Una cosa che ho notato, e che vale spesso, è che le sue poesie sono molto più belle quando le legge, perché ha ritmo e tempismo.

Provare per credere in questo audiobook: Billy Collins Live: A Performance at the Peter Norton Symphony Space
audiobook bc

dove legge sue poesie affiancandole a brevi commenti. Coinvolgente e divertente.

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