Sono un Parassita Emotivo

Non potrei mai fare il critico d’arte, sono di parte.

Sfoglio, adocchio, pilucco, leggo, sottolineo, divoro, quello che mi piace, per il resto non ho tempo. Non ho voglia.

Non son storie di volpi ed uve. Lo so. Anche volessi fare il Re censore non ne avrei il piedistallo, mi trovo spesso raso terra a godere di quello che mi piace. Non mi libro per una visione generale e distaccata.

Nell’arte, io, cerco emozioni, se ne trovo son contento, anche se il resto non sta in piedi. La Gioconda, mi è parsa piccolina, ma se vi mettete di lato potete guardare la folla che l’ammira, perché le piace, perché la capisce, perché deve farlo. E’ un’emozione. Umana.

Non è un’inno all’ignoranza, me ne guardo bene, e soffro, anche se non sempre in silenzio, per quello che mi manca.

Ma a volte, a volte, leggo certe recensioni, di libri, di film, e mi dico, va là, ti pagano, ma non farei a cambio con te.

Anche il film più brutto, magari ha solo un paio di inquadrature di un luogo che mi affascina, e io prendo quello e porto a casa. Contento. Non boccio neanche i libri che non mi piacciono, smetto di leggerli, chi me lo fa fare?

E così colgo il meglio che posso, cerco di capire, sì, ma se proprio non ci riesco mi affido alle budella che a volte stan ferme e a volte si muovono. E quando si muovono è sempre meglio.

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