La Scala del Pollaio

La vita è come la scala del pollaio, corta, stretta, e con la merda che gocciola da tutte le parti.

Non riesco ad addormentarmi e questa frase continua inspiegabilmente a ripresentarsi come un mantra meschino.

Non saprei perché, ma sono quì, che mi rigiro, ho provato a contare uomini che saltavano un ostacolo, tremilasettecentoquindici, il successivo è inciampato. Gli altri si sono rifiutati. “Non siamo mica pecore”.

Niente.

Starò covando qualcosa? E’ che non sono abituata ad andare a letto appena fa buio, sento che non è nei miei geni.

E poi, con chi mi hanno messo a dormire? una camerata comune, e non credo che nessuna delle mie compagne potrebbe passare un test di intelligenza. Quando ho parlato del Mensa le più sveglie hanno subito deviato la conversazione sul cibo. Le altre hanno continuato a mangiare.

Cibo.

Una parola grossa, è una sbobba infame, sembrano quei cereali ricchi di fibra che devono sistemarti l’intestino. Il mio va benissimo, e anche quello delle mie compagne di prigionia, a giudicare da quella dannata scaletta.

Eppure c’è qualcosa che non mi convince, perché siamo quì? qual è il nostro scopo?

Dolly (che razza di nome), la decana del gruppo, è quì da oltre un anno, dice che non vede il problema, mangiamo a volontà, e durante il giorno possiamo stare all’aperto quanto vogliamo. Ma io sento che ci dev’essere qualcosa in più. Continuo a chiedere.

Dicono che sono una sovversiva, che dovrei accontentarmi, che rischio di far arrabbiare quello che ci porta i cereali ogni giorno.

Non so, io sento che siamo state create per qualcosa di più grande che il semplice razzolare e deporre uova.

_____________

Messaggio liberamente ispirato alla notizia odierna dell’inserimento di geni umani nel DNA di una gallina.

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6 commenti

Archiviato in fiction, filosofia minore

6 risposte a “La Scala del Pollaio

  1. C’è un racconto simile, di Benni, con le mucche al posto delle galline (il tuo post è meglio, però)

  2. grazie,

    sono contento che ti sia piaciuto.

  3. Per onestà devo aggiungere che il racconto di Benni mi era particolarmente dispiaciuto.

    (Ciò non toglie che il tuo mi sia piaciuto).

  4. 🙂

    mentre scrivevo il commento la mia anima di ex correttore di bozze mi picchiettava sulla spalla dicendomi che, in mancanza di attribuzione di valore al riferimento, il fatto di essere migliore non necessariamente indica gradimento.

    L’ho scritto lo stesso. Estrapolazione dagli altri interventi. Immodestia. Vanità. Speranza.

    E’ che quella gallina mi è simpatica. Oggi fantasticavo delle sue avventure con le sue colleghe e con gli umani.

  5. Eagle

    Il tuo post l’ho trovato splendido. Ripensandoci è anche un pò triste, pensando al parallelo con la specie umana.

  6. Eagle! 🙂

    pensavo a te quando ho lasciato le tracce per arrivare quì.

    grazie, è un po’ triste, e un po’ no, come spesso accade agli umani quando si fermano a pensare in grande.

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