Momenti Perfetti

Curly Washburn, alias Jack Palance, in Scappo dalla Città(1) parla di un momento perfetto che ha vissuto, la visione di una ragazza, che si è chiuso lì, nella compiutezza della scena.

Non sono Jack Palance, fortunatamente direi, adesso, ma anch’io ho avuto il privilegio di vivere un momento così(2).

Si era nel 1999, estate, caldo, molto caldo, asfalto morbido che quasi si attaccava alle scarpe, ascella pezzata, resto del corpo eccitato per il fatto di essere a New York, che è sempre una Signora Città, specialmente per noi ragazzi di campagna.

Decisi di fare colazione allo Starbucks(3), tra la 54ma e Broadway(4), e lì al tavolo, seduta da sola, c’era questa ragazza, attorno ai trenta, sull’uno e settanta, longilinea, proporzionata, i capelli scuri, dritti, raccolti in una coda di cavallo trattenuta da un semplice elastico, i lineamenti regolari, aria seria ed indipendente, t-shirt bianca, pantaloni verdi con le tasche laterali, le gambe accavallate, nike sopra dei calzini bassi che lasciavano scoperte le caviglie sottili. Stava assaporando un croissant, il caffé sul tavolo, a lato, il Wall Street Journal di fronte.

Non mi sono avvicinato, non le ho parlato, nulla. E’ rimasto quello che è stato, un momento perfetto(5), non sarebbe potuto essere meglio di così(6).

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(1)indipendentemente dalla scena in questione il film andrebbe visto per i dialoghi affilati, e le riflessioni di individui ormai introdotti nella vita tanto da cominciarne a vedere l’esito finale non poi così in lontananza.

(2) la genesi del messaggio merita un piccolo cenno: Shymay ha commentato, nel post su una vita da lettore di Nick Hornby, che quest’ultimo le ha fatto scoprire Anne Tyler.
Anne Tyler ha vinto il Pulitzer nel 1989. Il Pulitzer è organizzato dalla Columbia University che si trova a New York, dove è occorso il momento citato.
La mascella si accascia quando si pensi alle connessioni che possiamo creare.

(3)Lo so. Starbucks. Le Multinazionali Brutte e Cattive. Ero giovane e non conoscevo tutte le implicazioni sociopolitiche di prendere un Cinnamon roll ed un succo d’arancia nel regno del male. Resta uno dei posti più accoglienti dove entrare per passare alcuni minuti o delle mezze ore.

(4)L’indirizzo potrebbe non essere completamente corretto ma suona benissino (cfr. anche Guccini sull’argomento)

(5)[zen] è stato assolutamente casuale, il che gli ha permesso di raggiungere la perfezione. Lo dico perchè molte persone visitano luoghi alla ricerca del momento perfetto e quella leggera tensione della ricerca non consente loro, a mio avviso, di assaporare appieno il congiungimento di tutti gli elementi, se e quando accada [/zen]

(6) incredibile quello che si riesce ad inventare per razionalizzare scelte (o non scelte) infelici. Siamo veramente esseri pieni di risorse che possono plasmare la realtà a loro piacimento. Ovvero la ricetta della felicità è una fervida immaginazione.
Questa me la devo scrivere.

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