Uno su mille (forse) ce la fa, ma com’è dura la salita

Ieri ascoltavo il podcast di writersonwriting in cui c’è una istruttiva intervista con Elise Capron, che è una agente letteraria e ha condiviso il suo punto di vista su libri e mercato editoriale.

Elise fa parte di una agenzia di piccole dimensioni e, fra le altre cose, ha detto che in ufficio ricevono circa 300 (trecento) sottomissioni (1), non richieste, alla settimana.

Ha comunque chiuso su note positive suggerendo di non lasciarsi scoraggiare dai rifiuti e di continuare a provare perché è solo questione di trovare la persona giusta.

Quest’ultima affermazione mi porta alla mente ben altri struggimenti, che, incidentalmente, hanno poi fatto la fortuna di molti scrittori.

E questo mi ha a sua volta ricordato anche di quando, passeggiando per San Francisco, sono passato di fronte alla casa di Danielle Steel. Casa è un termine riduttivo per un sostanzioso maniero che occupa un intero isolato di un quartiere noto per l’alto costo degli immobili in una città nota per l’alto costo degli immobili.

Il tutto ha del sorprendente se considerate che difficilmente troverete qualcuno disposto ad ammettere di aver letto un libro della Steel.

Su wikipedia dicono che fino al 2005 aveva venduto più di 530milioni di copie. Porca vacca, e scusate il francesismo (a proposito Danielle dovrebbe avere anche una casa in Francia, dove spende parte dell’anno. No, giusto per la questione dei blog che fanno informazione. Questo (s)copre le nicchie).

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(1) non trovate sia un termine insinuante ed ambiguo?

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2 commenti

Archiviato in scrivere, sogni

2 risposte a “Uno su mille (forse) ce la fa, ma com’è dura la salita

  1. debora

    e per chi invece non ha mai ricevuto una risposta negativa ma solo lettere piene di elogi per l’ottimo racconto scritto seguito da una richiesta di denaro per la pubblicazione come la mettiamo?

    praticamente o paghi o non verrai mai pubblicato..lo trovo ingiusto

  2. Chi cerca la giustizia in questo mondo non avrà molte soddisfazioni.

    Mi spiace.

    E lo squilibrio tra domanda e offerta in questo momento è piuttosto elevato, tanto da consentire a qualcuno il rovesciamento del rapporto.

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