Infatuazioni

Chi mi conosca, anche superficialmente, dovrebbe aver realizzato che sono facile alle infatuazioni.

Mi sono innamorato di quasi tutte le protagoniste femminili dei film che ho visto(1) e ho anche cotte letterarie frequenti. Un serial reader che va a scoprire tutta la produzione dell’autore preferito del momento, a dispetto delle raccomandazioni matematiche su una produzione che mantiene una media qualitativa formata, per forza di cose, di picchi su entrambi i versanti.

Oggi parliamo di una rivista, Internazionale, che ho scoperto ieri in un raid compulsivo all’Edicola. Sottotitolo “racconti e illustrazioni da tutto il mondo”. Pare che raccolgano le storie che ritengono opportune facendo shopping al The New Yorker, The Economist, The Atlantic Monthly, e via così. Questa settimana c’erano scritti di James Ellroy, Nora Ephron, Scott Turow, per citare tre nomi che conosco.

In particolare quest’ultimo racconta la storia della sua infatuazione per il lavoro di Saul Bellow e si conferma come ogni autore poi abbia i suoi riferimenti. E’ tenerissimo il passaggio in cui dice che non ha mai provato ad imitarlo ma che si rendeva conto che “qualcosa del suo stile, e più ancora della sua ironia, mi ha contagiato per sempre”. E ancora “Il chiacchiericcio interiore di (…) è una pallida eco di vari personaggi di Bellow”. Per finire con “speravo che Bellow riconoscesse il tributo che gli rendevo e ne fosse lusingato”. Turow ha venduto un bel po’ di libri nella sua carriera, eppure è qua che omaggia un ispiratore.

Tornando a l’Internazionale, l’avevo sentita nominare più volte da Luca Sofri nel suo Condor, programma radiofonico di radiodue, con la nonchalance di chi la considera una specie di lettura obbligata per tenersi informati sui fatti del mondo. Un po’ parassitariamente, un po’ perché pensavo che Sofri fosse un gradino più in alto nella scala gerarchica culturale, un po’ perché all’Edicola era in una sezione che frequento poco, accanto agli Oggi e ai Gente (che con tutto il rispetto però non mi infatuano come le riviste di altre sezioni. A onor del vero non saprei neanch’io dove piazzarla) non l’avevo mai affrontata.

E’ servito il raid di ieri, una specie di fame da lettura di storie piacevoli di dimensioni medie. Non è da escludere che qualche influenza abbia avuto il coinvolgimento del The New Yorker (si pronuncia semplicemente new yorker, che fa più confidenziale), da sempre covo di Storie ben raccontate, o così almeno si sente in giro.

E poi Luca Sofri fa sempre la sua porca figura culturale a Condor, sembra che le sappia sempre tutte le sappia, ed è uno dei giornalisti/blogger di riferimento di chi guidi ascoltando radiodue. Quest’ultima è deferente, ma non troppo.

Uno dei vantaggi dell’avanzare dell’età è che non ci si vergogna più dell’oceano della propria ignoranza, ma si può godere del tramonto e delle poche gocce d’acqua saporita estratte durante il giorno.

_____________

(1)non è vero, ma fa effetto, e Meril Streep sarà brava ma proprio non ci riesco ad infatuarmene. Specialmente da quando ha fatto piangere Clint Eastwood ne I ponti di Madison County. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

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1 Commento

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Una risposta a “Infatuazioni

  1. Inoltre, l’Internazionale ha l’oroscopo di Rob. Il migliore.

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