Mi Piacerebbe Essere Laico

Mi piacerebbe essere laico nel senso demauroparaviano di chi intende essere consapevolmente indipendente da scelte aprioristiche e da dogmi religiosi, etici, ideologici, ecc..

La chiave della frase in corsivo a mio parere è l’indipendente, vale a dire che non sceglie in base alle indicazioni ma, neppure, rifiuta sulla base delle indicazioni, solo per affermare la laicità.

Non è semplice, nei mondi che conosco, dove spesso il o sei con me o contro di me basato su una scelta di una situazione specifica è usato come ricatto fisico/morale per influenzare una decisione.

! O dove si sceglie differente solo per affermare la propria diversità !

Perché tutti, a destra e a sinistra, in bianco ed in nero, all’inferno ed in paradiso, prima o poi dicono qualcosa di sensato. Mi piacerebbe riuscire ad ammetterlo quando lo fanno e non escluderli perché per il restante novantanove percento del tempo magari dicono corbellerie.

Mi piacerebbe, essere laico.

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6 commenti

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6 risposte a “Mi Piacerebbe Essere Laico

  1. Dio (detto laicamente) come sono d’accordo con te!

  2. e chissà cosa ne penserebbe Lui.

  3. Chissà.
    A questo proposito ti consiglio una divertente lettura su Paraphernalia.

  4. Philotto è arguto, e godibili sono molte delle affermazioni.

    Va premesso che questa discussione è abbondantemente al di sopra delle mie facoltà mentali. Che credo sia anche uno dei motivi per cui nel corso del tempo il genere umano abbia eventualmente, ove non esista, creato Dio.

    Quest’ultimo, checché se ne dica, in termini di marketing ci sa fare. Se il parametro di valutazione è il numero di contatti credo che si giochi il primato con la Cocacola.

    Se poi consideriamo che non si è neppure sicuri della sua esistenza bisogna ammettere che il risultato ha dell’incredibile.

    C’è gente che ha speso una vita di studio per dimostrarne l’inesistenza, con una fede che ha pochi pari, traendone a volte onori, pane e companatico. Dovrebbero essergliene grati, ma non possono o andrebbero logicamente in crisi.

    Anche noi, quì, avremo un bel po’ di accessi in più, (grazie a dio?), solo per il fatto che ne parliamo.

    E, di nuovo, non si è sicuri nemmeno che esista: se non sono miracoli questi.

    E in un eccesso di immodestia devo dire che c’è stato un momento storico in cui si dubitava anche della mia, di esistenza.

  5. Guarda caso da ieri ho sul comodino “Contro Ratzinger”, edito ISBN, scritto da anonimo, cito: L’autore ha scelto l’anonimato in omaggio alla tradizione dei libelli secenteschi. L’editore si assume, perciò, la piena paternità delle idee espresse.

    Certo non è difficile capire la posizione dell’autore. Il libro è interessante. Per altro prosegue un filone che avevo già cominciato l’anno scorso con “La chiesa cattolica. Una breve storia” di Hans Küng, una specie di Bignami sulle politiche dei vari pontificati. Una bella panoramica davvero. Sono sensibile al tema religioso e in particolare a quello del potere ecclesiastico (non è forse difficile capire che sono dalla parte dell’anonimo); anche se in effetti l’esistenza di Dio (o la tua) appartengono al ramo filosofico…
    Vorrei riportare le parole di Rino (che da 70 anni lavora la terra), ma lo farò in altra sede.

  6. Se vogliamo virare sul Vaticano resto spiazzato. Fatico infatti a capirne le strategia politiche e comunicative.

    Da fuori sembra si comporti come l’ufficio centrale di una multinazionale in regime di monopolio, che ha perso il contatto con il cliente, trascorre le giornate a fare filosofia sulla carta dei valori, la mission dell’azienda e su come mantenere le quote di mercato. In termini astratti, con i grafici a torta.

    Chi abbia a che fare con gli operatori periferici (=missionari) vedrà invece tutto un altro approccio, più laico, flessibile, orientato ai risultati. Un po’ come faceva Gesù.

    Mi rendo conto di come le derive relativistiche possano essere pericolose, ma d’altra parte l’assolutismo non mi sembra che storicamente abbia mai avuto il sopravvento.

    E’ un peccato (!) visto che il mercato potenziale è vastissimo: l’essere umano, una volta nutrito e vestito, cerca di soddisfare la fame spirituale e a venirgli un po’ incontro dovrebbe dare delle belle soddisfazioni.

    Ma chi sono io per pontificare sulle scelte del Vaticano?

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