Zapping, ovvero di quelli che dicono tutto in trenta secondi e quelli che non dicono niente in un’ora

Zapping è una trasmissione serale (19:36 – 21:00. Si avete letto bene l’orario, dettaglio importante per quello che seguirà) di Radio Uno condotta da tale dottor Forbice.

La struttura è semplice: una serie di ospiti esperti di politica/economia, telefonate dagli ascoltatori, commenti degli esperti.

Il tutto sotto l’attenta moderazione, appunto, del dottor Forbice che non si fa scrupolo di sbattere la cornetta in faccia (solo metaforicamente, anche se credo che a volte gradirebbe avere la possibilità di farlo con una di quelle vere, vecchie e pesantissime color grigio topo che arredavano le nostre case fino a qualche anno fa) al malcapitato che si intrattenga oltre i limiti di tempo, strettissimi (ecco l’importanza dell’orario dettagliato), in cui la trasmissione si muove.

Il mio dubbio riguarda proprio i radioascoltatori, beh, parecchi di essi.

Sai che hai 30 secondi, anche meno, prima che Forbice inizi ad agitarsi, anzi sai che è agitato da subito, lo dice sempre, cosa ti costa prepararti la domanda prima, fare un paio di prove e vedere se ci stai dentro con i tempi?

Sembra di no, ma nel tempo che concede si possono dire tutto sommato parecchie cose.

Ci sono volte in cui devo spegnere la radio perché non riesco ad ascoltare interventi dove non viene detto niente per ben oltre il tempo limite (eh… beh… allora…… quello che volevo dire è … perché quando sento i telegiornali dire che…) e so già che Forbice si sta trasformando in una sorta di licantropo.

Percepisci le narici che si dilatano.

A volte si sente chiaramente in sottofondo il rumore di una biro di quelle con il sistema a scatto, che viene furiosamente azionato (clicclicclicclicclicclic). Ho ragione di ritenere sia lui.

In un altro post archiviato su splinder avevo parlato dei temi a numero fisso di parole che non vengono fatti fare agli studenti italiani, e Zapping è la triste testimonianza che neanche le esposizioni a tempo prefissato vengono fatte fare.

E’ grave?

Se puoi spegnere la radio no, se sei in una riunione di lavoro la prospettiva cambia.

E non è questione di essere bravi o meno, è questione di rispetto verso chi ascolta e chi viene dopo. E anche verso se stessi, se stiamo parlando a qualcuno che può dedicarci solo cinque minuti del suo prezioso tempo.

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