Sistemi per farsi pubblicare un libro II , il compendio

Siccome vedo che il primo messaggio sull’argomento (1) ha riscosso un discreto successo di visite, e le chiavi di ricerca correlate sono quasi quotidiane, cerco di rimediare a quello che, in realtà, era solo uno sfogo per un libro che non mi era piaciuto (poi c’erano comunque delle verità nascoste), e trattava con una certa asprezza di quello che è solo uno dei sistemi possibili per farsi pubblicare un libro.

Premetto che non ho alcuna autorità in materia, ma ciò non mi fermerà.

Le notizie che seguono sono tratte da lettura di libri, ricerche su internet, colloqui diretti con scrittori sull’argomento.

Ecco, per punti, tutto quello che so (quasi), e chiedo scusa per le eventuali parziali ripetizioni di messaggi precedenti :

  1. fondamentale: bisogna prima scriverlo, il libro. Non è così scontato come sembra e, in realtà, parlando con gli scrittori, si scopre che spesso è solo il terzo o quarto che viene pubblicato. I primi servono a fare esperienza e a imparare a scrivere (tranquilli, eventualmente li recuperate dopo, quando è uscito il primo bestseller). E’ vero inoltre che è più facile farsi pubblicare un tomo che tratti un argomento di moda (sia relativamente all’attualità che al genere), quindi se lo si è preparato prima si è avvantaggiati rispetto a chi inizi a scriverlo al momento (e le mode, si sa, sono cicliche).
  2. richiamandosi al messaggio precedente sull’argomento: diventare una persona famosa. Per motivi che mi sono oscuri (non è vero) se una P*ris Hilt*n (2) decide che è meglio cambiare e passa dal cellulare alla tastiera (già fatto) troverà sicuramente qualche casa editrice pronta a farle il filo(3). Senza arrivare ai piani altissimi ritengo che anche una blogstar da migliaia di accessi al giorno possa far aumentare la salivazione di un editore medio;
  3. partecipare ad un concorso di scrittura. La sana e vecchia gara. Ce ne sono anche su internet e in genere non chiedono neanche grosse cifre d’ingresso o addirittura sono gratis. Certo la concorrenza è agguerrita perché ricordiamoci che, specialmente in Italia, ci sono più scrittori che lettori;
  4. rivolgersi direttamente all’editore, anche se io ci metterei in mezzo un professionista di nome agente che fa di lavoro il venditore di scrittori. Come si trova un agente? hanno dei siti internet, hanno dei clienti che si chiamano scrittori già pubblicati a cui si può chiedere;
  5. autopubblicare. Quì bisogna metterci un bel po’ del proprio. In termini di fantasia, per esempio pubblicando su internet un romanzo a puntate e attirando l’attenzione del pubblico, il che attira l’attenzione degli editori. Oppure in termini di suola delle scarpe e portafogli, facendo fisicamente pubblicare il libro a proprie spese e poi andando a venderlo (librerie specializzate? Amazon? sito cui accedono centinaia di persone ogni ora?). Anche quì fantasia per attirare l’attenzione degli interessati. Se servono risorse in rete una ricerca con “self publish” o “self publishing” dovrebbe restituire un numero discreto di potenziali fornitori del servizio di stampa.
  6. fondamentale anche questo: pazienza, tenacia e tenere a mente che, come dice Janet Evanovich, “contano solo i sì”

Accessori al punto 1.

  • leggere libri, in genere, aiuta a crescere culturalmente e umanamente;
  • frequentare gruppi di “autosostegno” per scrittori (al solito cercarne su internet o più artigianalmente riunire alcuni amici con la passione della scrittura) è un bel sistema per motivarsi e per avere una opinione esterna di quello che scriviamo;
  • frequentare corsi per scrittori? mah, più che altro consiglierei di organizzarne una volta acquisita l’autorità necessaria: i potenziali clienti sono numerosi. Comunque ce ne sono di interessanti e, quarda caso, vi si possono incontrare scrittori già pubblicati e agenti (vedi punto 4)

Tutto qua. Spero di aver rimediato alla parzialità del primo messaggio. Se mi viene in mente altro lo aggiungerò, se vi viene in mente altro mettetelo nei commenti.

La chiave di tutto è al punto 3, l’ho grassettata. Visto che a una cena con parecchi scrittori ero l’unico del gruppo [non scrittore, fra l’altro (come dicevo non ho autorità in materia ma ciò non mi ferma)] che comprava regolarmente libri.
_____________

P.S.: Ho trovato questo articolo (in inglese) che tratta in particolare di come affrontare un mercato editoriale che sta cambiando rapidamente, principalmente a causa di internet. Altre notizie utili sono state aggiunte successivamente nel messaggio Uno su mille (forse) ce la fa, ma com’è dura la salita e in Anche Jane Austen aveva i suoi problemi.
O, a voler andare indietro, ci sono in archivio del vecchio blog alcune riflessioni sulla vita da scrittore.
E’ arrivato anche in Italia lulu.com che si occupa di autopubblicazione. Non l’ho provato per cui non saprei dire se e come funziona.
_____________

(1) ovviamente si ri – declina ogni responsabilità per i danni che la ricerca di fama e gloria possa causare. Il tono del messaggio era ovviamente teatrale ed esagerato (ma siccome ci sono più scrittori che lettori meglio ribadire).

E non trovate allo stesso tempo ironico e drammatico che Natalie Goldberg abbia fatto la sua fortuna con un testo su “come scrivere un libro”, e poi abbia pubblicato un seguito in cui, sostanzialmente, esprimeva rimorso per aver spinto con il primo libro tanti dei suoi amici sulla via della depressione e della lastricità (licenza poetica per “essere sul lastrico”) ?.

(2) al solito camuffo per evitare di deludere chi cerchi (perché?) la ragazza in questione

(3) per quanto, a quel punto, fate scrivere un libro su di voi. Credetemi, il rapporto impegno/risultati è nettamente favorevole.

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10 commenti

Archiviato in libri, scrivere

10 risposte a “Sistemi per farsi pubblicare un libro II , il compendio

  1. Mi sembra che tu abbia dimenticato il metodo più diffuso per essere pubblicati, almeno in Italia: godere di una forte raccomandazione da qualcuno di molto potente.

    (Quanto al fatto che nel nostro paese gli scrittori sono più dei lettori, probabilmente è vero. Bisogna, però, considerare che almeno il 90% di quegli scrittori è molto al di sotto della soglia della leggibilità).

  2. E’ da considerarsi sottinteso al punto 4. E, di fatto, anche al 2.

    Osservazione appropriata,
    poteva sfuggire.

  3. Perché poi uno ci pensa alle cose.

    Guccini non aveva poi sbagliato a dir che gli americani ci fregano con la lingua.

    Lo strumento citato si definisce con un termine molto sofisticato e professionale: networking.

    E un po’ di tempo fa è stato pubblicato un libro di Robert Dilenschneider dal titolo italiano “Esercizio del potere e arte della persuasione” dove viene definito “banca dei favori”.

  4. E sempre perché uno ci pensa.

    La questione della capacità degli scrittori ha poca influenza, in quanto uno potrebbe sopperire a carenze tecniche con ottime capacità “promozionali”, e mi rientra di prepotenza nella concorrenza agguerrita.

    O non si spiegherebbero certi libri che si vedono in libreria.

  5. Ryo

    Buona questa! Però devo insistere!!!

  6. Insistere è una delle parole chiave del successo.

  7. sabrina lamberti

    non ho capito chi sei ma leggere le tue spiegazioni mi ha fatto ridere molto. Ma nessuno te lo aveva mai detto che potresti fare il comico quado vuoi.Sei molto simpatico/a ma quello che dici è la verità,forse è per quello che mi ha fatto ridere.Comunque vorrei provarci…………..cosa ho da perdere? Ciao poi ti saprò dire.

  8. grazie 🙂

    Da perdere hai poco, volendo.

    Scrivere un libro è un processo creativo ed organizzativo che non può che far del bene ad una persona attenta ed intelligente.

    Inoltre, tutto il tedioso lavoro di affinamento e preparazione alla pubblicazione , è un test di resistenza non indifferente.

    Per non parlare degli infiniti no da superare.

    Tutta roba che paga nella vita vera.

    Sappimi dire.

  9. scrivere un libro, per me e’ un sogno che mi obliga a srivere la mia idea. Publicarlo e’ unaltra storia, perche,’ se anche la storia ha sostanzia meritevole le case editrice temono l’esordiente. E allora? come si fa a diventare un famoso srittore? bisogna conoscere qualcuno con autorita’ a dare una spinta! tutto cio’ vuol dire descriminazione. Mentre l’imbelliti famosi scrittori godono la preferenza di publicare, perche’ non abbiamo famosi lettori di svelare la cacofania della famosita’?

  10. Wow, Bruno, spero sia un intervento ironico, il tuo.

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