Il professor Z.

Il professor Z. insegnava lettere, era una figura fisicamente quasi inesistente, magro magro, con l’incedere leggero e l’atteggiamento dimesso e gentile.

Fuori da una classe non avrebbe spaventato decisamente nessuno. Dentro, invece, era un’altra storia.

Il sottovuoto.

Quando, dopo aver spiegato, pronunciava le parole “bene, e adesso sentiamo qualcuno”, in classe calavano le tenebre dell’anima. Si respirava a turno, in un silenzio irreale, a seconda del cognome. Quando scorreva i primi nomi del registro gli M-Z ipeventilavano per preparasi all’apnea di quando sarebbe sceso. Lo stesso per gli A-L, quando l’occhio indeciso vaggiava verso la parte bassa dell’elenco.

Quando poi annunciava il prescelto si percepiva una collettiva espirazione di sollievo (tutti tranne il chiamato, i cui polmoni si svuotavano per ben altri motivi) e il colore, il colore rosso ricompariva nelle facce dei salvi, per quel giorno, dopo essere stato drenato completamente dalle gote dell’interrogando.

Era un colpo secco. Difficilmente il professor Z. riusciva a fare più di una interrogazione a testa a semestre per cui, mancata la prima, non c’erano grosse possibilità di recupero.

Nei fumosi ricordi di quel tempo è rimasto intatto il terrore, puro, assoluto, dei momenti che precedevano. Poco o nulla resta delle interrogazioni ad ennesima testimonianza che la memoria fissa solo i momenti emotivamente pregnanti (che poi è uno dei capisaldi delle tecniche di memoria).

Del professor Z. ricordo soprattutto il primo tema in classe. Mi diede sei meno meno punitivo (non ero mai stato nelle parti alte della classifica ma una sufficienza piena in genere la portavo a casa)

Il tema era buono, ma il primo periodo sembra fosse troppo esteso [andava ben oltre la prima facciata del mezzo foglio protocollo (si usano ancora?)]. Fortunatamente l’avevo chiuso, altrimenti sarei sceso negli inferi del quattro.

“Va bene, ma ti ho dato quel voto così ti ricorderai sempre di fare periodi brevi, o perlomeno di fare attenzione”.
L’ho sempre fatto da allora e, quando mi lascio andare a subordinate e riaperture di discorso, controllo sempre se ho chiuso tutto.

Con il professor Z. riuscii anche a salire sopra il sette nei compiti successivi. Risultatone per una materia che era sempre stata il mio punto debole.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente l’indice di leggibilità e il fatto che in questi giorni, effettivamente, scrivo frasi più lunghe del solito.

Ma sono fasi.

Passano.

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1 Commento

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Una risposta a “Il professor Z.

  1. Una soluzione ci sarebbe.
    Dopo un po’ di html, css, actionscript e compagnia bella le parentesi le chiudi appena aperte, ancora prima di sapere cosa ci metterai dentro.
    Gli stramaledetti tag.

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