Va d*ve ti p*rta il cu*re reloaded, ovvero “Trovare il lavoro dei propri sogni” è l’anelito corretto?

Marty Nemko(1) è un consulente di carriera molto terra terra sulle questioni ricerca/ritrovamento posto di lavoro. E’ tarato sul mercato statunitense ma, suvvìa, ci siamo mai fermati di fronte a questo?

In particolare in questo articolo, dal titolo piuttosto esplicito “Do
What You Love — And Starve?” (=trova il lavoro dei tuoi sogni — e muori di fame?)
tratta della vecchia questione del seguire i propri sogni.

Al solito riporto i punti in sintesi, rimando al link per l’approfondimento:

  • se sei una star, brillante, talentuoso e con una passione vai a testa bassa per la tua strada. Questo articolo è per tutti gli altri;
  • le frasi “segui la tua passione” e “fai quello che ti piace e i soldi seguiranno” porteranno la maggior parte a patire la fame;
  • il problema è che troppe persone aspirano a troppo poche carriere;
  • quindi la concorrenza tende ad essere spietata e spesso i salari bassi;
  • e non è detto che le carriere “da sogno” portino a condurre una vita “da sogno” (lui cita gli attori ma io penso al fatto che la carriera di assistente di volo pare essere estremamente ambita in ambito adolescenziale. Chiunque sia mai andato in aereo probabilmente ne ha una idea diversa);
  • i prezzi vengono determinati dall’incontro tra domanda e offerta e quindi, quando l’offerta è eccessiva, le conseguenze sono ovvie in termini di retribuzione;
  • meglio muoversi su un campo meno ambito in cui diventare degli specialisti;
  • cerca di replicare da un’altra parte una attività semplice e di successo.

Perché tutto questo mi riporta la mente, e non è un lamento, al messaggio su Scoble e i consigli per un blog di successo, ormai sceso in seconda pagina?

In ogni caso non ho una risposta sicura alla domanda del titolo.

_____________

(1) noto incidentalmente che, per la serie anche i ricchi piangono, il ragazzo è in preda a palpitazioni da diminuzione di accessi.

Riporto parte della lettera aperta in prima pagina, ché magari fra un po’ cambia: “This site gets 360,000 visitors a year–and I do no publicity. Everything on this site is free. It’s simply my way of giving back. Enjoy.

I’ve just redesigned the site and, alas, traffic is down since then. I’m wondering if I’ve somehow made the site worse. Feel free to offer any feedback. Send it to me at(…)” etc. etc

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