Voci d’inchiostro

Signore delle cime

Questa sera sono andato alla presentazione di un libro.

Come forse ho scritto in precedenza mi appassiona sentire parlare uno scrittore del suo lavoro (in realtà ascolto rapito chiunque parli di qualcosa di cui è appassionato, ma questa è un’altra storia) e quindi non perdo occasione di andare ad ascoltare scrittori che parlano.

In questo caso si trattava di un romanzo intitolato “Signore Delle Cime”, autore Francesco Vidotto .

L’idea centrale è la maturazione personale, e la ricerca di un significato personale dell’esistenza: viene colta l’occasione di un incidente in montagna per far fare al protagonista un viaggio dentro di sé e nel mondo esterno.

La presentazione è stata leggermente diversa da quello che mi aspettavo.

All’ingresso infatti mi sono immobilizzato alla vista di una delle accoppiate potenzialmente più devastanti per me: un uomo e una chitarra. Soffro in particolare il repertorio cantautori anni settanta. Se mi partiva con “Paese mio che stai sulla collina” altro che Prozac, la nitroglicerina avrebbero dovuto iniettarmi per risollevarmi. Fortunatamente si accompagnava ad una pregevole cantante e si sono esibiti in un paio di classici stranieri (che vorrei collegare con acuti riferimenti agli argomenti della serata, ma non ne sono in grado, dannazione).

Oltre all’autore c’era un anziano parroco che citava Eneide e Gente Latina a braccio, fortunatamente traducendo. Io son qua che volevo scimmiottare almeno Nick Hornby e neanche ci sono riuscito.

E c’era un’altra persona che ha letto dei brani del libro (e adesso sta per arrivare il punto forte, beh, insomma, per me).

La voce del libro ho trovato fosse adeguata alla persona che leggeva, mentre l’autore aveva una impostazione diversa, sempre intensa, ma con un ritmo più rapido, mi verrebbe da dire “giovane”, o dovrei dire colloquiale, una gestione degli strumenti comunicativi in linea con un ambiente più d’affari (mondo dove l’autore vive principalmente, visto che le bollette vanno pagate) che letterario, per giungere comunque agli stessi risultati.

E in effetti una presentazione al pubblico è strumento diverso dal libro (come lo può essere un film).

In particolare l’autore ha citato proprio una caratteristica della scrittura, e della lettura, che è il riappropriarsi del proprio ritmo (e generalmente un rallentare rispetto ai ritmi quotidiani).

Ma mi resta però questo dubbio da macinare, perché la voce è importante, e la voce che esce da un libro è quella che ti fa andare avanti, pagina dopo pagina, a volte anche solo per sentirla.

Io il libro l’ho comprato per la voce dell’autore che era sul palco, che ha parlato di attenzione, di silenzi che ti parlano, di motivazioni alla scrittura e alla lettura.

Beh, se poi non lo leggerò avrò comunque trascorso una serata piacevole.

E non era poi questo alla fine il senso dell’ora trascorsa in quella sala ripiena di cultura e umanità?

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7 commenti

Archiviato in libri, scrivere

7 risposte a “Voci d’inchiostro

  1. risposta commento

    dubbio svelato…

    i brani musicali… non avevano alcun riferimento alla serata… io credo che la musica sia un mezzo di comunicazione fantastico proprio perchè ciascuno può leggerla con la chiave di lettura del proprio animo… Quindi la cosa importante è che… dopo aver sentito qualche parola… una persona… cullandosi su di una melodia gradevole… viva in lei le parole ascoltate.
    un saluto

  2. Ué, grazie! (l’Autore, immagino, nonostante l’anonimato del commento)

    Con l’occasione pregherei di estendere i complimenti alla cantante: emozionante.

    E spero che a qualcuno che passa da queste parti magari venga voglia di leggere il libro, da me è in prima fila non appena finisco quello che ho già in corso.

  3. risposta commento

    cercavo notizie su vidotto

    ho visto una presentazione sua a treviso sabato e ho trovato il tuo blog.

    l’ho trovato di una forza comunicativa spaventosa.
    ti entrava denro.
    non ho visto tante presentazioni così.. e io ne frequento un bel po’

    tu lo conosci?

    un saluto

    rosanna di treviso

  4. ciao,

    no, non lo conosco, anch’io come te sono andato alla presentazione del libro e come te mi ha colpito.

    Ho letto il libro e devo dire che mi trovo più in sintonia con la persona che non con lo scrittore.

  5. risposta commento

    ciao … anche io ho letto il libro. Sono andata a vederlo perchè lo avevo letto. A me Signore delle cime è Piaciuto. Forse perchè sono ragazza…

    Ho cominciato “il selvaggio” ora (sempre suo). lo trovo molto differente

    ti saprò dire

    un bacio

    rosanna

  6. ok,

    mi spiace di aver perso quella presentazione, ci sarei tornato volentieri.

  7. risposta commento

    Rieccomi Rexer… sono Rosanna

    finito il libro di Vidotto

    tutto diverso rispetto al primo. In parte più povero in parte più diretto e coinvolgente.

    Ovviamente te lo consiglio… perchè mi ha lasciato un gusto … strano in bocca…. sappimi dire…

    un caro saluto

    amica di blog

    rosanna

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