Sistemi per farsi pubblicare un libro

Un sistema particolarmente efficace (1) per trovare un editore disposto a pubblicarci un libro potrebbe essere quello di farsi rapire da una tribù di aborigeni, e farsi portare in giro per il deserto per settimane senza essere sicuri del proprio destino (ma lo si è mai?). Una volta rilasciati si potrà raccontare la nostra storia a qualcuno che sarà ben disposto ad ascoltarla e, addirittura, a comprarla.

Un modo invece che non ci farebbe dipendere dall’iniziativa di altre persone potrebbe essere quello di tentare l’ascesa dell’Everest dopo essersi fatti operare per la riduzione della miopia. A quanto pare in altura, e in presenza di luce, il risultato dell’operazione che ci ha liberato dalla schiavitù delle lenti a livello del mare viene annullato, e si diventa momentaneamente ciechi.
Se si ha la fortuna di incocciare in una improvvisa perturbazione, evento peraltro non remoto sull’Everest, si potrebbe essere abbandonati al nostro destino (sempre lui) in quanto ritenuti morti e se poi, grazie ad una forza d’animo notevole (ma chi non si muoverebbe da un giaciglio ghiacciato all’idea di un tè caldo e un possibile contratto editoriale), si rientra al campo base è pressoché fatta. Con i nuovi software di riconoscimento vocale il fatto di aver perso il naso ed entrambe le mani per congelamento non influirà più di tanto sulla stesura del memoriale.

Sulla falsariga di quest’ultimo stratagemma si potrebbe uscire da soli per una escursione in una zona isolata dell’ovest degli Stati Uniti, senza rendere edotto nessuno del proprio itinerario, e farsi intrappolare l’avambraccio destro sotto un masso provvidenzialmente scivolato.
Dopo alcuni giorni, se si è avuta l’accortezza di portare un temperino, ci si potrà liberare dal, letterale, peso e tornare, quasi tutti interi, alla realtà.
Rispetto all’esempio precedente la perdita è di un solo arto, e quindi ovvi i vantaggi a livello di vita quotidiana.

Un esempio di individuo che ha scelto quest’ultimo metodo è Aron Ralston, ragazzotto cui va riconosciuto spirito di iniziativa, una forza d’animo notevole, e una altrettanto significativa volontà di testare i propri limiti.

Quello che disturba, a mio avviso, è una sorta di premeditazione che aleggia su tutta l’operazione.

Leggendo l’inizio del libro “Between a rock and a hard place” (traducibile in” Tra l’incudine e il martello”, ma si perde il gioco di parole insito nel titolo, che è anche il primo generatore di sospetti sulla genuinità dell’operazione) sembra quasi che se la sia cercata apposta.
Sembra quasi di vederlo sfregarsi le mani (beh, la mano) all’idea che il masso che lo sta imprigionando è quello che gli aprirà le porte della celebrità. E tutti i ragionamenti sul senso della vità che precedono l’evento nelle pagine del libro sanno di artificiale e forzatamente aulico.

Immagino sia un bravo ragazzo, e di sicuro non avrà premeditato una cosa del genere.

Il mio sfogo è dettato principalmente dalla delusione di un appassionato di storie di sopravvivenza.

Io il libro l’ho comprato, ne ho letto l’inizio, e ho continuato finché ho potuto, però quella sensazione di soddisfazione per l’opportunità presentatasi mi ha allontanato, e a differenza di altre storie simili (su tutte Joe Simpson e il suo “Touching the void”) non mi ha coinvolto ma solo disgustato.

Non ci si può esimere dall’ammirarne il coraggio, comunque. Il temperino taglia le carni, ma le ossa vanno spezzate.

between a rock and a hard place

nota a margine: lo sfogo è stato generato dalla lettura del libro che mi è apparso, a tutti gli effetti, una operazione commerciale irrispettosa nei confronti di tutti quelli che hanno subito infortuni invalidanti. Sentimenti simili mi aveva generato l’altro esempio citato, seppure in forma diversa.
Mi scuso per la forma che, effettivamente, è piuttosto rude.

P.S.: poi ho scritto un messaggio appena più serio, sull’argomento

_____________

(1) ovviamente si declina ogni responsabilità per i danni che la ricerca di fama e gloria possa causare. Il tono del messaggio è ovviamente ironico ed esagerato (ma siccome ci sono più scrittori che lettori meglio ribadire)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in fiction, il recensore smascherato, libri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...