Sulle capacità di guida dei possessori di mercedes e altre macchine di lusso, e riferimenti al possibile motivo che contribuisce al successo che questi individui riscuotono tra il genere femminile

Ieri, dopo aver visto l’ennesima mercedes abbandonata malamente, tanto da occupare due posti macchina, mi è tornata in mente la questione che vede, spesso, i possessori di auto costose parcheggiare in modo da ostruire il libero passaggio di pedoni o altri veicoli.

La conclusione a cui sono giunto è che ciò non sia dovuto alle scarse capacità di guida ma a questioni caratteriali.

Auto del genere possono essere acquistate solo da persone benestanti. La benestanza può essere dovuta al genio (Steve Woz, per esempio, multimilionario e altruista da competizione, probabilmente venderebbe la macchina piuttosto che lasciarla in un posto dove arreca disturbo) ma sovente è dovuta al duro lavoro e ad un carattere che non si tira indietro di fronte alla eventualità di calpestare, figurativamente, ma anche no, i diritti di qualcun altro.

Se parliamo per esempio di venditori ricordiamoci che il loro lavoro è quello di convincere qualcuno a fare qualcosa che non necessariamente è nel loro migliore interesse, in ogni caso è sicuramente nell’interesse del venditore.
E riguardo al duro lavoro parliamo di gente che, generalmente, comincia ad essere 5 minuti in ritardo appena iniziata la giornata, e quindi si trova costantemente ad inseguire le lancette dell’orologio, in una corsa che, qualcuno, potrebbe ritenere circolare e priva di senso, ma che comunque permette loro di raggiungere quell’ambito status generato da soldi e/o potere.

Non stupisce quindi che il fatto di posteggiare correttamente possa non essere tra le priorità di questi soggetti i quali, probabilmente, erano appunto in ritardo e comunque non è molto alto nella loro scala dei valori il fatto di permettere al timido e impacciato, ma rispettoso, contabile con la macchina di piccola o media cilindrata di trovare posto nel parcheggio (1).

A lato di questo ragionamente mi è anche venuto in mente un pensiero espresso dal dottor D.(2) che riguarda Briatore, che non conosco personalmente, ma che immagino non verserebbe di certo del sudore per lasciare la macchina all’interno delle linee delimitanti un parcheggio singolo.

E’ opinione del dottor D. che il successo di Briatore con le donne sia da attribuire esclusivamente al suo status e che, a parità di aspetto fisico, se fosse il citato contabile non avrebbe speranza.

Le conclusioni sono ineccepibili (3) anche se io sarei propenso ad attribuire buona parte del successo di Briatore a doti caratteriali che gli hanno permesso di arrivare dov’è. E quindi se fosse l’anonimo impiegato non avrebbe successo con le donne per la mancanza del carattere, più che dei soldi, che vedo anch’essi come conseguenza.

(1) alcune di queste riflessioni potrebbero avere delle eccezioni nelle grandi città dove il parcheggio è praticamente impossibile, a meno che non si siano sviluppati, indipendentemente dallo status, quei tratti del carattere che sono poi simili a quelli necessari per sopravvivere nella giungla.
(2) del quale l’autore di questo blog è un fan da tempo, non solo per le qualità di scrittore ma anche per le capacità espresse come gestore, inarrivato, di una comunità virtuale.
(3) per ragioni che esulano dall’argomento di questo post, e che non hanno niente a che vedere con generalizzazioni sessiste.

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