E quanto fa in cifre?

Si sta finalmente attenuando il fenomeno della traduzione degli importi da euro a “vecchio conio”, “vecchie lire”, semplicemente “lire” e così via.

Voglio dire: era ora.

Sarò eccessivo ma per me la questione era l’equivalente di imparare una lingua straniera. Devi cominciare a pensare in quella lingua. Se pensi con la tua e traduci non ne uscirai mai. Mai.

Fra l’altro le lingue lavorano in modo diverso, diverso è il ritmo, la costruzione delle frasi. Vedi effetti devastanti dei programmi di traduzione, buoni solo per organizzare i contenuti di una serata di cabaret.

Per i soldi è un po’ diverso, ma neanche poi molto. Le dinamiche dell’euro sono diverse da quelle della lira, il cambio leggermente diverso ha variato i meccanismi psicologici che stanno alla base della determinazione, e del vissuto, di molti prezzi.

In realtà adesso vado contro ai miei interessi, e mi contraddico un po’, dicendo che il tipo di variazione ha favorito i venditori , rendendo più accettabili prezzi che in lire avrebbero fatto svenire non solo gente dal braccino corto.

Ma questo non cambia l’assunto di base, e fra l’altro il buon venditore si giostrava abilmente tra lire ed euro sfruttando la confusione dell’interlocutore per raggiungere gli effetti desiderati.

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