Briciole di Francia

Nonostante vi si pratichi una lingua che mi è sempre stata invisa la Francia resta un paese splendido.

Parigi, la mia prima, è stata una splendida scoperta, fatta di tetti abitabili, edifici a volte bizzarri ma ben amalgamati tra passato e presente.

In assoluto mi hanno colpito di più la Vittoria di Samotracia e il Louvres. Le nozze di Cana del Veronese, un appartamento, oltre 100 metri quadri di dipinto denso di avvenimenti a fronteggiare una Gioconda, più piccola di quanto immaginassi, riverita comunque da tutti i passanti.

Il punto più basso è stata la Torre Eiffel, non comunque sgradevole, che riesce ancora a beffare i parigini. Da noi, per una cosa del genere si mobiliterebbero subito dei comitati di quartiere NO ALL’ANTENNA, con tanto di dimostrazioni in piazza, che di sicuro non sarebbe quella della Concorde.

Per il resto, come ogni buon fruitore di film, libri e televisione che si rispetti, Parigi, anche la prima volta, è un po’ un dejà vu. L’Arco di Trionfo, gli sciampselisé, la Place de l’Etoile con i boulevard su cui i francesi sfrecciano con le loro macchine, francesi. E poi le Tuileries che ti conducono al Louvres in un trionfo di spazio. La grandeur francese si respira a pieni polmoni, e non è solo una questione di dimensioni.

A Montmartre ci tenevo ad andare, mi piace il nome.

A Notre Dame c’era una famigliola che faceva picnic scrollando a terra le briciole da un sacchetto di patatine PAI, o l’equivalente francese.

E le donne. La scena femminile è decisamente attraente. Molte ragazze affascinanti. Non necessariamente bellissime ma con una freschezza ed una presenza che le facevano piacevolmente notare.

Era da un po’ che non viaggiavo in un paese di cui non conosco la lingua. Sì, un po’ di Francese lo mastico, ma nulla che mi possa consentire più di una sopravvivenza basilare. E’ sempre istruttivo e umiliante al punto giusto. Nel senso che ti riporta con i piedi per terra, quando tutta l’eloquenza e i trucchi verbali sono ridotti a zero non è che puoi permetterti di fare tanto l’arrogante.

Parigi, tra le altre cose, è una delle capitali della moda. La baguette, anche quest’anno, si porta sotto l’ascella.

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4 commenti

Archiviato in viaggi

4 risposte a “Briciole di Francia

  1. Bellino questo post. Davvero bellino.

    Ne ho messo un pezzettino qui:
    http://www.viaggioadagio.it/briciole-di-francia/

  2. grazie,
    speriamo che poi chi segua il link non resti deluso dal viaggio.
    Questo, in fondo, è un blog sedentario.

  3. Ti ho trovato su Viaggioadagio e sono venuta fin qui guidata dall’amore sviscerato per Parigi. Bellina tanto questa tua vivace descrizione. Mi e’ piaciuta molto anche la tua frase sul non parlare una lingua: “E’ sempre istruttivo e umiliante al punto giusto. Nel senso che ti riporta con i piedi per terra, quando tutta l’eloquenza e i trucchi verbali sono ridotti a zero non è che puoi permetterti di fare tanto l’arrogante.” Io sono un’insegnante di lingue appunto e c’ho l’occhio critico. verissimo!!!!

  4. grazie,

    mondi affascinanti, sia Parigi che le lingue straniere, e “nazionali”.

    Con il tuo lavoro ne avrai esempi quotidiani.

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