Settembre 17, 2008...5:07 pm

David Foster Wallace

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Ne avevo parlato più volte con toni entusiastici e a volte confusi, perché era così avanti che a cercare di raggiungerlo ti veniva il fiatone e faticavi a ragionare.

Beh, si è suicidato, a 46 anni.

Questa è la trascrizione di un discorso fatto tre anni fa in cui cita anche il suicidio.

A leggerlo adesso vien da fare tutte le elucubrazioni del caso. In realtà il suicidio, in termini di riflessione, non può mancare nel curriculum di qualsiasi pensatore.

Da questo a metterlo in atto ne passa, e David Foster Wallace, adesso, è passato.

Riposi in pace, come si suol dire. Ci mancherà.

2 Commenti

  • Che brutto modo ha scelto per suicidarsi.

    Se dovessi compiere l’insano gesto, sceglierei un metodo rapido e indolore, o rapido e doloroso, o lento e indolore.

    L’impiccagione è lenta e dolorosa, il peggio del peggio.

  • Interessante articolo che parla di come si possa essere un genio e contemporaneamente essere sopraffatto dalle cose della vita.

    Oppure, forse, è il costante dubbio, proprio perché genio si riesca a capire meglio le cose della vita.


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