Alix Kates Shulman, alla richiesta su come gestisce lo scrivere di cose personali nei suoi libri, ha risposto che, mentre scrive, si dice che tanto non la leggerà nessuno, oppure che potrà sempre toglierlo in seguito.
In realtà ha atteso la morte dei suoi genitori per pubblicare un libro che ne parlava.
Non è facile scrivere di chi si conosce. Sul sé uno si barcamena, e magari si dipinge in coerenza con l’immagine che vede o che vuole trasmettere. E comunque decide in prima persona (scoprendo in seguito che i lettori scelgono per conto loro il significato di quello che leggono).
Ma gli altri?
2 Commenti
Febbraio 28, 2007 alle 8:04 pm
Molto difficile parlare degli altri nella propria scrittura. Un senso di intrusione agita che mi blocca.
Eppure non si può scrivere se non di sé e degli altri.
Febbraio 28, 2007 alle 8:39 pm
Resta una ferita aperta.
E i romanzieri se la ridono.