Il solito dubbio: fare quello che piace o fare quello che porta guadagno?
O trovare il modo di guadagnare con quello che piace?
Non sono del segno dei bilanci, specie se pubblici, per cui mi muovo piuttosto improvvidamente in una quieta quotidianità. Cercando di far quadrare cerchi giornalieri e bilanciare equilibri poco più che orari.
Figurarsi i budget, allora, a un anno, a due, a dieci, che tutti sperano saranno nel segno del toro, ma si sa come va.
E allora son qua tranquillo, o quasi, senza l’impellenza di pensare a liste di prescrizione, o proscrizione, per il nuovo anno.
Sul grande dubbio, del se sia meglio fare o pensare, ho già le mie risoluzioni, che a metterle in pratica significa che nessuno dei due serve ad un granché senza l’altro.