Novembre 29, 2006...9:25 pm

Rispetto

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Io leggo tanto, per lavoro e per diletto, e scrivo, per lavoro e per diletto.

Conosco la fatica che si fa a scrivere e a leggere. E cerco di rispettare sempre chi fa fatica, indipendententente dai risultati.

Ciò che mi disturba, e che a volte mi causa un lieve tremolio sotto l’occhio destro, è quella che ritengo mancanza di rispetto, per sé stessi e per gli altri.

Se scrivi per farti leggere non devi necessariamente essere un genio, o un “capolavorista”, ma almeno mettici quel velo di sudorazione che rende lo scritto un po’ più saporito.

Supponiamo di voler partecipare ad un concorso, e supponiamo che il regolamento dia la possibilità di scrivere 300 battute di presentazione del lavoro, direi che è interesse principale dello scrittore cesellare con pazienza certosina quella presentazione, è il suo biglietto da visita, è quello che invoglierà ad andare eventualmente a vedere la ben più corposa opera, sarà forse l’unica cosa che verrà letta.

Dovrebbe richiedere l’impiego massiccio di neuroni e sinapsi, il collasso della RAM personale, la consunzione dello sgabello dello studio o di qualunque superficie su cui si stazioni per prepararla.

Poi leggi questo:
“Una raccolta di racconti basati, per lo più, su alcune mie avventure tutte con risvolti ironici. Si va avventure capitatemi durante gli anni della scuola, sul lavoro ed anche nella vita di tutti i giorni. Ma oltre a questo troverete anche racconti ironici non a sfondo personale: tutti rigorosamente con risvolti ironici.”

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